«Avere TAM Associati e Arup Italia alla Biennale di Architettura di Pisa è per noi molto importante, in quanto rappresentano una delle esperienze più coerenti e avanzate nel ripensare l’architettura come strumento di equità e benessere collettivo».
Così Andrea Iacomoni, architetto, professore universitario e curatore della VI Edizione della Biennale di Architettura di Pisa, insieme a Chiara Barsotti, Pietro Berti e Massimo Del Seppia, introduce i protagonisti della Lectio Magistralis in programma sabato 8 novembre (ore 10:30, Arsenali Repubblicani), uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione.
TAM Associati & Arup Italia, due realtà complementari per visione e approccio, condividono una prospettiva che intreccia architettura, ingegneria, sostenibilità e responsabilità sociale. «Il loro lavoro – spiega Iacomoni – dimostra che il progetto può essere una risposta concreta alle emergenze del nostro tempo rappresentate da crisi ambientale, fragilità urbana, disuguaglianze sociali».
Lo studio TAM Associati, fondato a Venezia e guidato da Massimo Lepore, Raul Pantaleo e Simone Sfriso, è conosciuto in tutto il mondo per la sua capacità di coniugare etica e progetto. Tra le esperienze più note, gli ospedali di Emergency in Sudan, Uganda e Repubblica Centrafricana, dove la qualità architettonica diventa strumento di dignità e speranza.
«Hanno saputo riconsiderare l’idea di architettura umanitaria – commenta Iacomoni – includendo una elevata qualità architettonica alle necessità sociali e funzionali».
Accanto a loro, Arup Italia, filiale italiana del network globale di consulenza ingegneristica con sedi a Londra, Milano e Roma, porta in Biennale una visione integrata e multidisciplinare. «Arup è una realtà che ha cambiato il modo di pensare il rapporto tra tecnologia e sostenibilità – spiega il curatore –. Nei loro progetti la componente ingegneristica è sempre al servizio della qualità dell’architettura, cercando di combinare le risposte funzionali con quelle legate alle necessità indirizzate al rispetto dell’ambiente».
L’incontro tra TAM Associati e Arup Italia alla Biennale assume così il valore di una sintesi tra idealismo e pragmatismo, tra la capacità di immaginare nuovi modelli sociali e la forza tecnica per realizzarli. «La loro lectio magistralis – anticipa Iacomoni – sarà un dialogo su quale sia oggi il ruolo dell’architettura, soprattutto nella capacità di generare cambiamenti concreti».
Il tema “Nature. Architettura per un nuovo equilibrio”, filo conduttore della Biennale 2025, trova in loro due interpreti d’eccezione. «Entrambi – continua Iacomoni – condividono la consapevolezza che l’architettura non è solo costruzione, ma responsabilità ambientale e culturale. Parleranno in modo ampio e approfondito di progetti per la rigenerazione, ma soprattutto di come l’architettura possa sorgere dal rapporto con i luoghi e nel rispetto delle persone».
Nei padiglioni degli Arsenali Repubblicani, dove sono in mostra i loro progetti, si legge una visione comune: il progetto come processo aperto, inclusivo e sostenibile. Dal design di comunità realizzato da TAM in Africa e in Italia, alle strategie energetiche e ambientali di Arup per campus, infrastrutture e spazi pubblici, emerge la volontà di costruire un futuro in cui tecnologia, natura e società tornino a dialogare.
«Abbiamo voluto che la Biennale fosse un luogo in cui l’architettura si mostra in tutti i suoi aspetti – conclude Iacomoni –. TAM Associati e Arup Italia non rappresentano solo un’eccellenza professionale, ma anche un’etica culturale. La loro lezione ci ricorda che ogni progetto può rappresentare un piccolo tassello per migliorare il rapporto tra uomo e natura».
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