Una riflessione che la Biennale dedica ad alcune figure dell’architettura contemporanea. Un riconoscimento alla carriera e al pensiero di chi ha saputo interpretare, innovare e trasmettere i valori fondanti della disciplina.
Che cosa sono i “Progetti speciali”
I “Progetti speciali” sono percorsi espositivi e narrativi paralleli al tema centrale della Biennale. Non si legano direttamente al fil rouge dell’edizione in corso – che nel 2025 è Nature – ma ne amplificano il respiro culturale, inserendo nella manifestazione il contributo di grandi maestri dell’architettura e di personalità capaci di offrire visioni profonde e durature.
Questi progetti mettono in luce il valore della pratica architettonica come forma di riflessione, ricerca e impegno verso il paesaggio, la città e la società. Sono pensati come momenti di studio e di celebrazione, capaci di dialogare con il pubblico della Biennale e con la città di Pisa.
Le figure protagoniste del 2025
Per l’edizione 2025, la Biennale Architettura Pisa ha scelto di dedicare i “Progetti speciali” a quattro figure esemplari:
- Álvaro Siza, maestro dell’architettura portoghese, premio Pritzker 1992, riconosciuto a livello mondiale per la sua capacità di coniugare rigore progettuale e sensibilità poetica.
- Guido Canali, architetto che ha saputo tenere insieme etica e misura, autore di progetti iconici in cui natura e architettura dialogano armoniosamente.
- RPBW – Renzo Piano Building Workshop, protagonista dell’architettura internazionale, premio Pritzker 1998, che ha saputo esportare nel mondo un’idea italiana di innovazione, sostenibilità e bellezza.
- Paolo Riani, figura eclettica e visionaria, che ha attraversato i confini dell’architettura spingendosi verso l’arte, la politica e la scrittura.
Un valore culturale e simbolico
Con i “Progetti speciali”, la Biennale Architettura Pisa conferma la propria vocazione: non solo un evento espositivo, ma uno spazio di riflessione, di racconto e di memoria. Omaggiare le figure che hanno segnato l’architettura degli ultimi decenni significa ribadire l’importanza di una cultura del progetto consapevole, in dialogo con la storia, con il territorio e con le sfide del presente.