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Biennale Architettura Pisa

Professione Architetto tira le fila della VI Edizione della Biennale di Architettura di Pisa

DIFFUSA, INTERNAZIONALE, APERTA: con questa edizione la Biennale di Architettura di Pisa ha segnato un passo significativo. Ora che è da poco terminata, vediamo insieme highlight e cose da perfezionare, in vista della prossima edizione. Un arrivederci al 2027. © Foto di Nicola Ughi

In un articolo finale a firma ella giornalista Giulia Mura, Professione Architetto prova a tirare le fila di questa edizione appena conclusa della Biennale di Architettura di Pisa

“Grande successo per Nature, VI Biennale di Architettura di Pisa. Numeri altissimi, modalità partecipative, tema forte, protagonisti di rilievo” queste le prime impressioni.

L’articolo prosegue:

“Dopo cinque settimane di svolgimento si è chiusa, domenica 16 novembre con la brillante lectio “E ora? L’oggi e l’Architettura” di Valerio Paolo Mosco, la sesta Biennale di Architettura di Pisa, superando ogni aspettativa e raggiungendo oltre 22.000 visitatori. Trentacinque giorni di mostre, incontri, talk, premi, progetti, installazioni e ricerche in un grande percorso diffuso articolato in 8 padiglioni espositivi affacciati sul Lungarno e nel centro storico.

“Questa Biennale di Pisa” ha commentato Massimo Pica Ciamarra, presidente del comitato scientifico “ha avuto il merito di voler uscire dal singolo edificio per sviluppare temi più ampi, più complessi, frammenti di un ragionamento unitario che hanno a che fare, in primis, con la qualità del vivere. Io, che ne sono parte dalla sua prima edizione, oltre dieci anni fa” prosegue “le riconosco la capacità di aver voluto dare continuità ad un ragionamento, consolidando un percorso nel tempo, un passo alla volta ma con ambizioni per il futuro.”

Ambizioni che sono state ripagate, a quanto pare: la Biennale di Pisa sembra aver definitivamente sancito la sua presenza come interlocutore stabile nel dibattito architettonico. Sia grazie alla qualità dei format proposti durante il suo svolgimento, sia attraverso i contenuti che restano come video e catalogo, edito da LetteraVentidue, quest’anno particolarmente curato e pensato come strumento di approfondimento.

Qui, le nostre considerazioni generali rispetto alle cose meglio riuscite e quelle che si potrebbero migliorare”.

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