La Biennale di Architettura di Pisa 2025 (che si terrà dal 10 ottobre – 16 novembre) si preannuncia come l’edizione più ricca e articolata di sempre. A presentarla è l’architetto Massimo Del Seppia, presidente dell’Associazione LP, che abbiamo intervistato per approfondire il significato e gli obiettivi di questa sesta edizione.
Un laboratorio diffuso per pensare l’architettura
“La Biennale di Architettura di Pisa è un laboratorio collettivo, diffuso sul territorio”, spiega Del Seppia. “Non è un evento pensato per restare chiuso nei confini della disciplina, ma vuole parlare a tutta la città.”
L’edizione 2025 ha come tema “Nature”, intesa non solo come ambiente naturale, ma anche come natura umana, sociale e urbana. L’architettura è vista come strumento di connessione tra questi ambiti, con l’obiettivo di stimolare riflessioni interdisciplinari e generare un impatto culturale concreto.
Coinvolgimento, gratuità e accessibilità
Uno dei pilastri della Biennale Architettura Pisa 2025 è la sua apertura alla cittadinanza. “Tutti gli eventi saranno gratuiti, diffusi in più location della città e pensati per essere accessibili a un pubblico ampio e variegato,” sottolinea il curatore.
“Non vogliamo una Biennale per architetti, ma una Biennale per Pisa e per chiunque voglia riflettere sullo spazio che abitiamo.”
Questa visione si traduce in una serie di mostre, installazioni, talk e workshop ospitati in luoghi simbolici come gli Arsenali Repubblicani, il Bastione San Gallo, Palazzo Lanfranchi e l’Atrio del Comune.
Architettura come leva per il cambiamento sociale
Del Seppia evidenzia come l’architettura possa essere “una leva strategica per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo.” Per questo motivo, la Biennale 2025 darà spazio anche a pratiche di rigenerazione urbana, progetti di partecipazione e ricerca architettonica orientata al bene comune.
“Vogliamo che Pisa diventi un punto di riferimento per il dibattito sull’architettura sostenibile e la qualità della vita urbana,” aggiunge Del Seppia. Un obiettivo ambizioso che si fonda su un solido lavoro di rete con istituzioni, università, enti culturali e professionisti del settore.
La curatela collettiva: un nuovo modello
Un altro tratto distintivo dell’edizione 2025 è la curatela diffusa. Non un unico curatore, ma un gruppo di architetti, studiosi e attivatori culturali che collaborano alla costruzione del programma, sotto il coordinamento dell’architetto Del Seppia.
“Questo approccio riflette lo spirito stesso della Biennale: pluralità di visioni, dialogo continuo e co-progettazione.”
Un evento in crescita
L’attesa è grande: dopo le 4.000 presenze del 2023, l’obiettivo per il 2025 è raggiungere 15.000 visitatori, anche grazie a una strategia di comunicazione strutturata e a un nuovo sito web ottimizzato per l’accesso ai contenuti e agli eventi.
In chiusura, Del Seppia lancia un invito:
“Partecipare alla Biennale significa contribuire alla costruzione di una cultura dell’abitare più consapevole, inclusiva e sostenibile. Vi aspettiamo a Pisa.”
GUARDA L’INTERVISTA ALL’ARCH. MASSIMO DEL SEPPIA